Con L’ora decisiva, Lee Child offre alla serie di Jack Reacher un romanzo che gestisce la tensione come un avvocato durante un controinterrogatorio: con sottrazione, precisione e senza alzare la voce. Questo è uno dei capitoli più cupi della saga, ma anche uno dei più controllati. Qui, il thriller non si genera solo dall’azione, ma dal modo in cui il tempo viene compresso, trasformandosi in una pressione morale.
La storia inizia in una cittadina del South Dakota, bloccata da una tempesta di neve che non è solo uno sfondo, ma una vera e propria condizione narrativa. Reacher arriva lì per caso, come sempre. E, come sempre, il caso si rivela essere una forma mascherata di destino. Deve proteggere un’anziana donna, testimone chiave in un processo contro un cartello della droga. Mancano sessantuno ore all’udienza. Sessantuno ore non sono molte, ma sono sufficienti perché tutto possa andare storto.
Il conto alla rovescia è il vero motore del romanzo. Ogni decisione viene presa sotto la minaccia del tempo che scorre, costringendo i personaggi e il lettore a confrontarsi con una domanda semplice ma scomoda: cosa è davvero necessario fare quando non c’è spazio per l’errore?
L’atmosfera claustrofobica è uno degli elementi più riusciti del libro. Il freddo, le strade bloccate e l’isolamento geografico creano un senso di accerchiamento costante. A questo si aggiunge un dettaglio fondamentale: Reacher non sa di chi fidarsi. Il cartello ha uomini infiltrati nella polizia locale, e l’idea stessa di protezione istituzionale perde di significato. In questo contesto, il paesaggio diventa un alleato del crimine e un nemico della giustizia.
Jack Reacher rimane fedele a sé stesso: lucido, essenziale e radicale nel suo senso di giustizia. Non si perde in spiegazioni superflue, né cerca redenzione. Agisce. E proprio questa essenzialità, quasi una forma di rigore etico, è ciò che rende il personaggio ancora affascinante, nonostante la sua serialità.
Frasi sottolineate
Una serie di massime di Reacher, come vuole essere chiamato lui. “Spera in bene, preparati al peggio. Mai perdonare, mai dimenticare. Fallo una volta e fallo bene. Raccogli quello che semini. Un piano va all’aria non appena parte il primo sparo. Proteggere e servire. Non sei mai fuori servizio. Prima o poi dobbiamo andarcene tutti. Penso dipenda dalla forma che assume.”

