Una considerazione tecnica: merita l’autoedizione, ma una revisione va fatta: Potevamo vincere! è un lavoro notevole per i tempi e per le circostanze di pubblicazione: autoprodotto, con il coraggio di mettere sul tavolo un testo corposo, ricco di dati e nomi. Questo è già di per sé un merito, soprattutto in un panorama editoriale che spesso penalizza la stoffa documentaria quando non è accompagnata da una mano editoriale ferma. Tuttavia, la bozza avrebbe guadagnato una revisione più accurata: sembrano esserci errori di stampa e alcune scelte di impaginazione che possono distrarre il lettore dall’oggetto principale del libro. La voglia di offrire una sintesi completa della disfatta italiana è encomiabile, ma un lavoro di revisione più attento avrebbe potuto rendere la lettura più scorrevole e meno suscettibile a dubbi di affidabilità formale.
Analisi e merito: cosa andò storto nell’Italia della seconda guerra mondiale. Il libro si concentra sull’analisi delle difficoltà che attraversarono le tre Forze Armate italiane, evidenziando che, sul piano tecnico, potevano non mancare strutture e mezzi: la capacità operativa era presente, ma non bastò. Da qui parte l’indagine dell’autore su cosa non funzionò: errori, inadempienze, una tendenza a isolare singoli episodi senza una visione organica. L’impressione, soprattutto per chi legge con memoria storica, è che Mussolini volesse una guerra senza piena consapevolezza della realtà del nemico e dei contesti internazionali, affidandosi a una leadership che spesso non aveva le competenze richieste per i ruoli chiave. È una lettura che stimola riflessioni personali, ma che fa anche emergere la necessità di fonti chiare e citazioni robuste.
La lettura lascia una sensazione tagliente: “il pesce puzza dalla testa” è una metafora persuasiva, ma va maneggiata con cautela in una trattazione che mette in campo nomi e responsabilità. L’analisi è impietosa verso le forze armate italiane durante la seconda guerra mondiale, ma la domanda centrale resta: cosa avrebbe potuto cambiare se ci fosse stata una sinergia tra comando, risorse e obiettivi chiari? Il libro invita a interrogarsi su temi come il coordinamento tra le forze, la funzione della propaganda, e la volontà di seguire o meno linee guida straniere.
Frasi sottolineate
Era la classica decisione della dirigenza all’italiana: “non prendere mai alcuna decisione (anche se sei pagato per questo), poiché il 50% delle situazioni si risolvono da sole; per il restante 50%, hai il 50% delle possibilità di sbagliare; quindi hai solo il 25 % delle possibilità positive: NON DECIDERE!”
