C’è un momento, nella vita di chiunque abbia mai alzato gli occhi al cielo con un misto di stupore e sospetto, in cui ci si rende conto che l’universo non è solo stelle e galassie, ma anche un terreno fertile per le più fantasiose invenzioni umane. È in quel momento che libri come Astrobufale di Luca Perri diventano non solo utili, ma necessari. Perri, astrofisico con l’anima di un divulgatore e il piglio di un investigatore, ci guida in un viaggio tra le bufale cosmiche che popolano il nostro immaginario.
Leggere Perri è come sedersi con un amico colto, di quelli che non ti annoiano con tecnicismi ma ti smontano le credenze con una logica affilata e un sorriso. Prendete la storia l’astrologia, quel grande inganno che ci fa credere di essere predestinati dalle stelle: Perri la riduce a ciò che è, un esercizio di conferma selettiva, con esempi quotidiani che ti colpiscono come un pugno bene assestato.
Il libro è una chiacchierata, piena di curiosità scientifiche e di quel senso dell’umorismo che ti fa ridere mentre impari. Perri sa che la scienza non è dogma, ma metodo: dubitare, verificare, ripetere. E in un’epoca di fake news galattiche, dove TikTok e YouTube sparano teorie più veloci della luce, Astrobufale è un antidoto perfetto.
Frasi sottolienate
Benjamin Franklin diceva: «Tre persone possono tenere un segreto, se due di loro sono morte».
Io non sono un biologo. Anzi, il Cielo me ne scampi! Secondo i fisici, infatti, i biologi trattano le cose molli; vanno pertanto guardati con biasimo. Un po’ come i chimici, che studiano le cose puzzolenti. O i geologi, che leccano i sassi. O, roba da far accapponare la pelle, gli ingegneri, che fanno le cose senza capire la teoria che c’è dietro. Come avrete capito, la visione del mondo da parte dei fisici è del tutto libera da pregiudizi e improntata alla collaborazione e al rispetto per le altre discipline.


