domenica 29 marzo 2026

Luca Perri – Astrobufale (ed. BUR, Rizzoli)

  

C’è un momento, nella vita di chiunque abbia mai alzato gli occhi al cielo con un misto di stupore e sospetto, in cui ci si rende conto che l’universo non è solo stelle e galassie, ma anche un terreno fertile per le più fantasiose invenzioni umane. È in quel momento che libri come Astrobufale di Luca Perri diventano non solo utili, ma necessari. Perri, astrofisico con l’anima di un divulgatore e il piglio di un investigatore, ci guida in un viaggio tra le bufale cosmiche che popolano il nostro immaginario.

Leggere Perri è come sedersi con un amico colto, di quelli che non ti annoiano con tecnicismi ma ti smontano le credenze con una logica affilata e un sorriso. Prendete la storia l’astrologia, quel grande inganno che ci fa credere di essere predestinati dalle stelle: Perri la riduce a ciò che è, un esercizio di conferma selettiva, con esempi quotidiani che ti colpiscono come un pugno bene assestato.

Il libro è una chiacchierata, piena di curiosità scientifiche e di quel senso dell’umorismo che ti fa ridere mentre impari. Perri sa che la scienza non è dogma, ma metodo: dubitare, verificare, ripetere. E in un’epoca di fake news galattiche, dove TikTok e YouTube sparano teorie più veloci della luce, Astrobufale è un antidoto perfetto.


Frasi sottolienate

Benjamin Franklin diceva: «Tre persone possono tenere un segreto, se due di loro sono morte».

Io non sono un biologo. Anzi, il Cielo me ne scampi! Secondo i fisici, infatti, i biologi trattano le cose molli; vanno pertanto guardati con biasimo. Un po’ come i chimici, che studiano le cose puzzolenti. O i geologi, che leccano i sassi. O, roba da far accapponare la pelle, gli ingegneri, che fanno le cose senza capire la teoria che c’è dietro. Come avrete capito, la visione del mondo da parte dei fisici è del tutto libera da pregiudizi e improntata alla collaborazione e al rispetto per le altre discipline.

 Astrobufale. Tutto ciò che sappiamo (ma non dovremmo sapere) sullo spazio - Luca Perri - copertina

domenica 22 marzo 2026

Samantha Harvey – Orbital (trad. Gioia Guerzoni ed. NNE)

  

Immaginate di orbitare intorno alla Terra, sospesi in una stazione spaziale, per una giornata intera. Niente terraferma sotto i piedi, solo il pianeta che gira lento, indifferente. Samantha Harvey, con Orbital, ci porta lì, in quel vuoto rarefatto, e lo fa senza trucchi, senza trame che inseguono colpi di scena. È un romanzo che sfugge alle scatole, un flusso di pensieri puri, intrecciati tra scienza, filosofia e una poesia che non urla, ma sussurra.

Sei astronauti, ognuno con il suo bagaglio di ricordi e silenzi. Non li vedrete agire, non sentirete dialoghi taglienti. Li conoscerete attraverso i loro pensieri frammentati, che emergono come echi in una capsula isolata. La prosa di Harvey è limpida, precisa, con quella meraviglia quieta che ti prende alla gola: continenti che scivolano via, tempeste che nascono e muoiono, città che pulsano come stelle finte contro il nero. Da lassù, la Terra si mostra nuda, fragile, senza confini né bandiere. Ti ridimensiona, ti fa sentire piccolo, ma ti sveglia a una consapevolezza che brucia piano.

C’è un tema che mi ronza in testa, rileggendo queste pagine: il nostro rapporto con il mondo. Vista da fuori, la Terra è una, indivisa, vulnerabile. Harvey non te lo sbatte in faccia con prediche; ti invita a pensarci, a misurare quella distanza emotiva. Quanto cambia tutto, quando guardi il pianeta come un estraneo? E noi, quaggiù, siamo davvero consapevoli di cosa stiamo perdendo?

Non è un libro per chi vuole azione, per chi divorare storie veloci. Richiede tempo, lentezza, come un’ossessione che si sbroglia da sola. Può spiazzarti, se cerchi eroi o intrecci. Ma se ti lasci andare al suo ritmo ipnotico, ti regala un’esperienza che resta, meditativa, profonda. Uno di quei rari romanzi che, finite le pagine, ti lasciano a fissare il soffitto, a interrogarti sul tuo posto in questo giro cosmico.

Orbital - Samantha Harvey - copertina