mercoledì 4 settembre 2019

Marco Massiroli - Atti osceni in luogo privato

Collana i "Narratori" di Feltrinelli.


Infanzia, Adolescenza, Giovinezza, Maturità, Adultità, Nascita, sono queste le Stagioni esistenziali narrate da Libero, il protagonista. Un viaggio che parte dall’adolescenza fino all’età adulta, da quando vede sua madre tradire il padre a quando non diventa genitore egli stesso. Ogni stagione ha come filo conduttore il sesso, dapprima onanistico, poi con esperienze che risentono della visione adolescenziale della madre con l’amante. Un altro filo conduttore sono i film ed i libri che gli vengono consigliati da una sorta di musa, Marie, una bibliotecaria ma anche una sorta di analista letteraria, che suggerisce libri in funzione delle fasi di crescita e delle fasi critiche di Libero.
Un libro scritto da un uomo sui sentimenti provati da un uomo, dal sesso alle fantasie erotiche, all’amore. Non è un libro erotico o pornografico, ma un vissuto familiare di passaggio raccontato in maniera delicata.
Come ogni adolescente, Libero comincia a confrontarsi con il sesso caricandolo di fantasie, di significati e anche di frustrazioni, dove le dinamiche familiari, nel suo caso, non aiutano molto. La storia è ambientata tra la Francia, soprattutto Parigi, e Milano, città che danno un valore aggiunto al testo.

Frase sottolineata
In una storia d’amore ci si appropria dell’altro e l’altro si appropria di noi. Le mani, gli occhi, il volto, la pelle, i sessi, e più il tempo di legame dura e più l’identità singola si dissolve.

domenica 12 maggio 2019

Walter Quattrociocchi – Liberi di crederci


Parto da cosa non è questo libro: non è una raccolta di fake news, o, detta all’italiana, di “bufale”, ma un'analisi di come si diffondono le false notizie e cosa possa comportare la loro diffusione (...vedi l'elezione di Trump alla Casa Bianca), come mai si propaghino in fretta e in maniera inarrestabile.
Un libro che aiuta a riflettere fornendo gli strumenti per capire il fenomeno; peccato però che sia valido solo per chi a priori vuole essere critico e pensare con la propria testa. La velocità di Internet e dei social media non ci mette purtroppo al sicuro dal dilagare delle false notizie. Ma a questo punto mi chiedo: dipende solo da Internet o fa parte più in generale dalla natura umana? Certo, la rete è uno strumento che permette a molte persone di manifestare i propri pensieri ,che possono poi avere tanti lettori che, a loro volta, li possono condividere con altri lettori, propagandoli come una forma di contagio, in una modalità mai vista prima. Ma è solo questo?

Frasi sottolineate
Di certo, l'essere unano non è mai stato razionale. Pretendere che lo sia è rinnegare la parte più profonda della sua natura, e scoprire che non lo è dà la sensazione di “nudità” che Adamo ed Eva ebbero mangiando il frutto.

“molta della psicologia contemporanea mostra, in realtà, che la gente non usa la ragione per andare al di là delle sue intuizioni sbagliate, ma per cercare argomenti che confermano queste intuizioni...”

Quel che è certo è che spesso nel leggere la realtà usiamo lenti deformanti, adattate ai nostri occhi.

Non c'è dialogo, ma monologhi e tentativi di sopraffazione dell'avversario; non importa con quale argomento, l'obiettivo è annichilire.


Liberi di crederci. Informazione, internet e post-verità - Walter Quattrociocchi,Antonella Vicini - ebook

mercoledì 13 febbraio 2019

Child Lee - La vittima designata

ed. Longanesi, Collana La Gaia Scienze, Trad. A. Tissoni


Cosa ci fa Jack Reacher, la mattina presto, in prossimità di un college? Cosa ci fa un pick-up della Toyota con due persone a bordo? Cosa ci fa un investigatore privato consumato dall'età e infine cosa ci fa una Lincoln nera? Una ordinaria mattinata si trasforma ben presto in un tentativo di rapimento, che Jack riesce a sventare ma a caro prezzo. Jack infatti durante il conflitto uccide l’investigatore, un ex-poliziotto, e questo lo trasforma da eroe a ricercato.
Chi ha letto le mie altre recensioni sul personaggio di Jack Reacher, sa che è sempre piacevolmente sopra le righe.


Frasi sottolineate
«Io invece sono contento. Se una cosa ti sembra giusta, falla.»
«È la tua filosofia?»
Distolsi lo sguardo.
«È la voce dell'esperienza», risposi. «Una volta dissi di no quando volevo dire di sì e non ho fatto che rimpiangere quella scelta.»

La vittima designata - Lee Child - copertina

domenica 30 dicembre 2018

Claudio Giunta - Come non scrivere (Ed. UTET)

Non pensate ad un libro di grammatica o di lezioni di scrittura creativa. L'intento dell'autore è quello di uno sfogo indirizzato soprattutto contro la cattiva scrittura, e, a favore della sua tesi, riporta esempi di testi che normalmente possiamo ritrovare in articoli di giornali, in temi o altro materiale e che, riscritti, acquistano una nuova linearità e bellezza. L'analisi dei testi poi cade inevitabilmente su alcune regole che vanno dalla punteggiatura alla sintassi, da come si scrivono alcune parole, ad alcune norme di scrittura, come inserire il “grassetto”, le “virgolette”, ecc. 

Un manualetto pratico che andrebbe regalato a tutte quelle persone che si iscrivono sui social ed alle quali piace scrivere su tutto, quando invece farebbero bene a pensare ed eventualmente poi a scrivere, regola di base ormai dimenticata.

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mercoledì 12 dicembre 2018

Daniel Pennac - L'occhio del lupo

(ed. Salani)

In uno zoo si incontrano un ragazzo ed un lupo guercio. Il primo è diverso dagli altri ragazzi che di solito frequentano il parco: lui non provoca gli animali con versacci o provocazioni, se ne sta lì, immobile, davanti alla gabbia del lupo e fissa l'animale, tutti i giorni. Il lupo era cresciuto con il timore dell'uomo, doveva starne alla larga, e da quando è rinchiuso nella gabbia non degna di alcuna considerazione gli esseri umani, ragazzo compreso.
Tutti i giorni, ogni volta che il lupo si sveglia, vede il ragazzo di fronte alla propria gabbia e questo lo mette a disagio. Per sfida, allora, si ferma e comincia a sua volta a fissare il ragazzo, senza alcun timore: del resto lui è un lupo e per definizione non ha paura di niente. C'è qualcosa, però, che lo mette ancora di più in difficoltà: il ragazzo ha due occhi, mentre lui uno solo, quindi quale guardare? Il ragazzo, senza dire niente, chiude un occhio, così da essere pari e, per magia, si apre una finestra all'interno della quale entrambi possono rivivere il passato dell'altro, un passato che per entrambi è stato doloroso ma al tempo stesso molto avventuroso.

Non fatevi ingannare dalla classificazione del libro, ovvero, romanzo per ragazzi: può essere letto come una semplice favola, ma è un libro denso di significati. Ad esempio il valore dell'empatia che si crea tra i due protagonisti, che rende possibile un dialogo pur appartenendo essi a due specie diverse: pura poesia.

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domenica 18 novembre 2018

Antonio Manzini - La Giostra dei criceti

(Sellerio Editore Palermo)

In una Roma cupa di periferia si intrecciano le storie di René, di suo fratello Dario, e di un piano per far risparmiare i soldi all'INPS.
René è un malvivente che le patrie galere conoscono bene e che, durante un periodo in cui è libero, attua insieme ad altri tre complici una rapina. La fuga non è come era stata programmata: René viene intercettato e arrestato da una pattuglia dei Carabinieri. Ben presto, però, si rende conto che non si tratta di veri tutori dell'ordine ma dei componenti di un'altra banda criminale. René ed i suoi amici, infatti, involontariamente avevano fatto una rapina in una filiale di una banca dove era pianificato un colpo ben più cospicuo…. Del resto, però, coloro che “lavorano” nel settore delle rapine sono un po' tutti colleghi, e così la questione viene “chiarita”.
Dario, fratello di René, è un semplice impiegato dell'INPS che, però, quando non ce la fa più a ingoiare bocconi amari, fa uscire la “tigre” che ha nello stomaco “sbranando” il malcapitato di turno. I problemi per Dario iniziano quando casualmente rinviene i soldi della rapina fatta da René e se ne impossessa, scatenando ovviamente una serie di sospetti e accuse tra le bande di malviventi. Sul finale, comunque, la “tigre” risolve il problema...o almeno così sembra.
Le vicende nella loro articolazione si seguono bene, anche se la parte relativa all'INPS, di cui volontariamente non descrivo niente, è curiosa ma staccata dal resto della storia: Manzini avrebbe potuto farne tranquillamente un altro libro.


Frase sottlineata
René durante uno scambio con un appuntato dei Carabinieri lo sfida minacciandolo di fargliela pagare una volta uscito di prigione, l'appuntato chiede cosa glielo impedisca di farlo subito e René risponde: “Tua madre. Potrebbe essere pure la mia, lo sai? Mio papà da giovane andava spesso a mignotte”.

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