domenica 8 dicembre 2024

Eric Gobetti – I carnefici del Duce (ed. Laterza)


 

Un libro che si addentra nei massacri compiuti dagli italiani durante il regime fascista, con uno sguardo che non è di condanna morale, ma di ricerca della verità. L’autore pone una domanda essenziale: chi furono davvero i carnefici del regime? Attraverso documenti, testimonianze e frammenti di memoria, il racconto smonta con precisione chirurgica il mito che vuole la violenza fascista come un’eccezione, un errore attribuibile a poche "mele marce".

La realtà che emerge è ben diversa: la repressione e la violenza erano parte integrante del sistema, non episodi isolati ma pratiche diffuse e, spesso, accettate con sorprendente naturalezza. Dalle città italiane, dove si schiacciavano i dissidenti politici, alle colonie, dove il regime si macchiava di crimini brutali, si disegna un quadro che è difficile ignorare.

Con rigore e attenzione, l’autore sposta il fuoco da Mussolini ai suoi collaboratori, ai funzionari, ai soldati, fino ai cittadini comuni. Chi erano coloro che trasformavano le direttive in azione, le parole in sangue? La risposta, forse, è più complessa e inquietante di quanto siamo pronti ad accettare. Un libro che non punta il dito, ma invita a guardare con lucidità dentro la storia. E, inevitabilmente, dentro di noi.

 

domenica 24 novembre 2024

Andrea Scanzi – I cazzari del virus. Diario della pandemia tra eroi e chiacchieroni (Ed. PaperFIRST)

 

Nel libro I cazzari del virus, Andrea Scanzi ricostruisce, con precisione quasi chirurgica, le dichiarazioni e i fatti che hanno segnato il periodo pandemico. L’autore analizza la gestione della crisi sanitaria in Italia, mettendo in evidenza errori, contraddizioni e responsabilità di una classe politica e mediatica spesso incapace di affrontare con serietà l’emergenza.

Il tono è tagliente, a tratti ironico, ma mai casuale: ogni critica affonda in una realtà documentata, ogni riflessione si lega a un dato o a un evento emblematico. Non è un libro che si limita a raccontare, ma cerca di interrogare il lettore: quanto ricordiamo davvero di ciò che è accaduto? E quanto siamo disposti a trarne insegnamenti?

Rileggere queste pagine oggi, a distanza di tempo, sorprende e inquieta. Scopriamo che certi protagonisti delle vicende descritte sono ancora al centro della scena politica, ancora seguiti e ascoltati. È un dettaglio che ci parla di una memoria collettiva fragile, forse troppo. E quando l’autore, con provocazione, suggerisce un’invocazione all’asteroide, il lettore si trova a chiedersi se non sia, in fondo, una metafora dolorosamente efficace.


Frasi sottolineate

Nelle stesse ore, quindi attorno alle 18, in un centro commerciale di Montesilvano (Pescara), una fiumana di persone – con tanti bambini portati da madri e padri assai senzienti – sfidano il buon senso per andare a vedere chi? I Rolling Stones? BruceSpringsteen? I Pink Floyd? No: Elettra Lamborghini. In tempi di peste e crisi, c’è stata gente in Italia che ha rischiato la vita sua e della propria prole per Elettra Lamborghini.


Asteroide, pensaci tu e chiudila lì.

I cazzari del virus. Diario della pandemia tra eroi e chiacchieroni - Andrea Scanzi - copertina

domenica 17 novembre 2024

John P. Strelecky - Il caffè alla fine del mondo (Trad. Alessandro Storti ed. Vallardi)

 

"Il caffè alla fine del mondo" di John P. Strelecky si presenta come un racconto breve e denso, capace di intrecciare la narrazione con riflessioni esistenziali. Un libro che promette di ispirare il lettore a fermarsi, a guardarsi dentro, e forse a mettere in discussione il senso di tutto ciò che lo circonda.

John, il protagonista, è un uomo come tanti: stressato, intrappolato in una routine che non gli appartiene più, ma dalla quale non riesce a uscire. Durante un viaggio verso le vacanze, il traffico lo costringe a deviare su una serie di strade secondarie, fino a trovarsi in un luogo apparentemente dimenticato dal mondo. Nel mezzo del nulla, scorge un piccolo caffè, isolato e insolito.

Il locale ha un’atmosfera unica, quasi fuori dal tempo. Sul retro del menù, John legge tre domande che sembrano parlare direttamente a lui, senza preavviso, senza sconti: “Che ci fai qui? Hai paura della morte? Sei appagato?”. È il punto di partenza di un percorso che non aveva pianificato, ma che si rivelerà inevitabile.

Durante la notte, il titolare del caffè e la cameriera si alternano nel dialogare con lui, stimolandolo, provocandolo, ma senza mai forzarlo. Sono figure enigmatiche, quasi archetipiche, che incarnano la saggezza di chi conosce le domande più che le risposte. Attraverso la loro guida, John inizia a mettere a fuoco le scelte fatte, i sogni accantonati, e ciò che davvero conta.

Il libro si muove sul sottile confine tra narrazione e filosofia, offrendo spunti di riflessione senza mai appesantirsi in teorie astratte. Le atmosfere misteriose del caffè e dei suoi avventori evocano, a tratti, suggestioni simili a Le profezie di Celestino di James Redfield: un luogo simbolico in cui la realtà si mescola con un livello più profondo di consapevolezza.

Ma se Le profezie di Celestino puntavano a un cambiamento epocale, Il caffè alla fine del mondo ha un’ambizione più contenuta. È un invito gentile a rallentare, a farsi domande, a interrogarsi su ciò che si desidera veramente. Non promette risposte definitive, ma semina dubbi e possibilità.

È un libro che va letto con curiosità, lasciando da parte l’aspettativa di una rivelazione rivoluzionaria. Offre un momento di pausa, un’occasione per considerare nuove prospettive, ma il suo impatto dipende in gran parte dalla disponibilità del lettore a lasciarsi coinvolgere. Consigliato a chi cerca un racconto breve che, pur nella sua semplicità, possa risuonare come un invito al cambiamento.

 

Frasi sottolineate

"... Com'è che passiamo tanto tempo a prepararci al momento in cui potremo fare le cose che vogliamo invece di farle adesso?"


Il caffè alla fine del mondo



 

 

domenica 13 ottobre 2024

Phil Knight – L’arte della vittoria (trad. Giuliana Lupi e Laura Tasso, ed. Oscar Mondadori)

Chi è Phil Knight? Semplicemente il fondatore della Nike, l’azienda che tutti conosciamo oggi per la produzione di abbigliamento sportivo di ogni tipo. "L'arte della vittoria" è la sua autobiografia, una narrazione avvincente che ci conduce dal momento in cui nacque la sua "idea folle" fino alla creazione di un impero globale. Knight ci offre uno sguardo personale su questa trasformazione, dal suo primo incontro con la Onitsuka fino al momento decisivo del reciproco tradimento, evento cruciale che diede vita al marchio Nike così come lo conosciamo oggi.


Il libro non si limita a celebrare il successo, ma esplora anche i fallimenti, le difficoltà, le paure e i rischi che hanno minacciato di far chiudere l’azienda nei suoi primi anni di vita. Proprio la rottura con la Onitsuka, che inizialmente poteva sembrare una sconfitta, si rivela una svolta essenziale per la nascita del brand di successo. Knight racconta le sfide affrontate lungo il percorso, facendoci entrare nel suo mondo fatto di incertezze, ma anche di tenacia e soprattutto di determinazione.


Uno degli aspetti più affascinanti del libro è il modo in cui Knight riesce a trasformare le sue esperienze personali in lezioni universali. Non racconta solo di affari, ma anche delle persone che ha scelto di avere accanto a sé, del valore del fallimento come maestro.


"L'arte della vittoria" non è solo la storia di un’impresa, ma un manuale di vita per chiunque voglia trarre ispirazione dalle sfide quotidiane. Consigliato non solo agli appassionati di business, ma a chiunque sia alla ricerca di motivazione e di una storia che dimostri quanto sia possibile trasformare una visione ambiziosa in una realtà di successo.


Frasi sottolineate

“Non dire mai alle persone come fare le cose. Di’ loro cosa fare e sorprenderanno con la loro ingegnosità” cit. Gen. Patton.

 

L' arte della vittoria. Autobiografia del fondatore della Nike - Phil Knight,Giuliana Lupi,Laura Tasso,Giovanni Zucca - ebook

domenica 6 ottobre 2024

Jo Nesbo – La casa delle tenebre (trad. Eva Kampmann ed. Einaudi Stile Libero BIG)

Il romanzo racconta la storia di Richard, un ragazzo con un passato complicato e pieno di ferite mai rimarginate. Dopo la morte dei genitori, viene affidato agli zii che vivono in un piccolo paese, lontano anni luce dalla grande città in cui era cresciuto. Il trasferimento segna un cambiamento radicale nella sua vita, un salto che lo isola ancor più dal mondo. Richard, già segnato dal dolore, fatica a integrarsi nella nuova scuola. È diverso, e questo lo rende bersaglio di sguardi e pregiudizi. Le difficoltà caratteriali, poi, lo collocano ai margini fin dal primo giorno.

Le cose sembrano andare avanti in modo piatto e prevedibile, fino a quando un episodio sconvolgente rompe la superficie tranquilla della vita di provincia. Durante uno scherzo telefonico, uno dei suoi pochi amici viene letteralmente inghiottito dalla cornetta di un telefono pubblico. Da quel momento, la realtà si incrina. Quello che sembrava un incubo da cui svegliarsi si trasforma in una spirale di orrore, che non coinvolge solo Richard, ma l’intera cittadina. Ombre che si allungano, segreti che emergono. E Richard, il ragazzo difficile, si ritrova a fronteggiare qualcosa di molto più oscuro dei suoi demoni interiori.

La copertina del libro riporta una scritta chiara: “Il primo horror di Jo Nesbø”. Ed è proprio così. Non si tratta del solito romanzo con cui i lettori sono abituati a misurarsi, quelli in cui si muove Harry Hole. Qui l’atmosfera cambia, si fa densa e soffocante, le tinte diventano cupe, grigie, un racconto gotico intriso di inquietudine. Eppure, nonostante il genere sia diverso, lo stile di Nesbø resta inconfondibile. Ogni pagina mantiene il lettore incollato, con la tensione che si accumula fino all'ultimo respiro, e la trama che gioca abilmente sul confine tra sogno e realtà. Fino alla fine, non si è mai certi di quale verità si nasconda nell'ombra.

Nesbø, anche in questo contesto diverso, conferma il suo talento: ti trascina dentro un mondo fatto di paura e mistero, e non ti lascia fino all’ultima parola.

 

La casa delle tenebre - Jo Nesbø - copertina