Leggere Maurizio De Giovanni è come entrare in una Napoli sospesa nel tempo, un luogo dove il sole picchia duro sulle strade affollate e le ombre delle anime che si allungano oltre il visibile. In questo capitolo dedicato al commissario Ricciardi, e al fedele brigadiere Maione, l'autore ci riporta in quel vortice di crimini e sentimenti che è il cuore pulsante della serie. Ma qui, più che mai, l'indagine su un omicidio diventa solo il filo conduttore di un intreccio più intimo, dove le vite private dei protagonisti irrompono con la forza di un temporale improvviso.
Ricciardi, con quel suo dono maledetto di sentire i lamenti dei morti, si trova diviso tra il dovere e il personale. Un caso di sangue lo reclama, ma la sorte lo strappa via: Rosa, la figura materna che lo ha sempre avvolto nel suo calore, è in bilico tra la vita e la morte in un letto d'ospedale. E come se non bastasse, Enrica, la donna che ha scelto di amare, ha varcato la soglia di casa per non tornare. È un Ricciardi ferito, questa volta, non solo dal peso dei trapassati ma da crepe che si aprono nel suo mondo fragile. De Giovanni sa dosare queste tensioni con maestria: non urla il dramma, lo lascia filtrare piano.
Accanto a lui, Maione, il brigadiere dal passo pesante e dal cuore onesto, combatte le sue battaglie private. Il sospetto di un tradimento da parte della moglie Lucia lo rode, lo distrae, lo rende umano fino al midollo. Ricciardi e Maione non sono eroi infallibili, ma uomini che inciampano nei propri affetti mentre inseguono la verità su un delitto che profuma di gelosia e vendetta.
De Giovanni orchestra tutto con un ritmo serrato, alternando l'indagine poliziesca, ai momenti di quiete domestica che feriscono di più. Napoli non è solo uno sfondo: è un personaggio, con i suoi vicoli stretti, le superstizioni e quel fatalismo che Ricciardi incarna alla perfezione. Non è un giallo puro, questo libro; è un'esplorazione dell'anima, dove il cuore si mette a nudo, traditore e vulnerabile.
Frasi sottolineate
L’imbarco era iniziato. Tra chi rimaneva a terra qualcuno piangeva, ma, si rese conto con orrore, non piangeva nessuno tra quelli che stavano partendo; al massimo, salendo la scaletta, si giravano a guardare e salutavano alzando il braccio. Piange chi resta, non chi parte, pensò.
I cani non sono come le donne, mia bella signora. Dànno il cuore e non lo riprendono mai indietro.
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